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Stemma di Ortona la città dove è nata l'azienda Stilo-Grafica

Ortona domina dalla sua posizione, sul promontorio, il suggestivo litorale abruzzese che proprio ad Ortona muta per arricchirsi oltre che di spiagge finissime, di calette ed insenature celate da una lussureggiante vegetazione mediterranea. Ortona che affonda le sue radici proprio nel mare, antichissimo centro marinaro e celebre  porto dei Frentani, oggi è il  porto commerciale d’Abruzzo. Oltre al mare l’altra grande risorsa del territorio ortonese è sicuramente l’agricoltura, in particolare la vitivinicoltura. Non a caso Ortona ospita, nella prestigiosa sede di Palazzo Corvo, l’Enoteca Regionale.


Stemma Basilica di San Tommaso OrtonaOrtona, città di San Tommaso Apostolo, con l’arrivo delle spoglie mortali del Santo il 6 settembre 1258 lega indissolubilmente il suo nome a quello dell’Apostolo. Il navarca Leone di ritorno dal mar Egeo, dove al soldo del principe Manfredi aveva combattuto in appoggio ai veneziani contro i genovesi per il controllo dei mari, porta con sé un prezioso bottino di guerra, i resti di San Tommaso Apostolo, trafugati dall’isola di Chios, giunti lì circa un secolo prima da Edessa, la cui verdicità è attestata da una pergamena redatta da un notaio il 22 settembre 1259 con la testimonianza di alcuni prigionieri di guerra provenienti dall’isola greca. Ortona custodisce devotamente le reliquie nella cattedrale dedicata proprio al Santo divenuto Patrono della città.  All’interno della Basilica spicca la grande tela, opera di Basilio Cascella, che raffigura il dubbio dell’Apostolo Tommaso, ma  punto focale è la cripta in cui si trova l’urna in rame dorato con l’immagine del Santo, in cui sono conservate le reliquie dell’Apostolo Tommaso e la pietra tombale di calcedonio portata dall’isola di Chios. Ortona festeggia il suo Santo Patrono la prima domenica di maggio con la nota Festa del Perdono. Oltre alla solenne processione religiosa che si svolge la domenica, uno dei momenti più tradizionali della Festa del Perdono è sicuramente il Corteo storico delle Chiavi che il primo sabato di maggio si snoda per le vie cittadine.

Medaglia d'oro al valore civile Ortona


Ortona, Medaglia d’Oro al Valor Civile, ha pagato con il sacrificio di 1314 dei suoi figli l’alto tributo alla seconda guerra mondiale. Teatro di una delle più cruenti battaglie della Campagna d’Italia, Ortona fu laboratorio di guerra per le forze tedesche e per quelle alleate che si affrontarono in una difficile ed estenuante battaglia cittadina, tanto che la città divenne nota nei dispacci di guerra come la Piccola Stalingrado. Il Museo della Battaglia di Ortona, inaugurato il 6 maggio 2002, ha finalmente risposto a  quasi sessanta anni dalla fine del conflitto, ad una esigenza molto sentita nella comunità ortonese. L’esigenza di avere un luogo in cui rendere onore alle 1314 vittime civili e ai tanti caduti canadesi e tedeschi, ma anche un luogo di riflessione sulla crudeltà e inutilità della guerra, trasmettendo alle nuove generazioni un messaggio di Pace. Il ricordo degli eventi che colpirono il mondo nei tragici anni del conflitto bellico diventa, dunque, anche l’occasione ed il mezzo per educare i giovani alla cultura della tolleranza e della solidarietà. 


Volto di Michelle Cascella grande pittore abruzzese nato ad OrtonaOrtona, città d’Arte e di Cultura, ha dato i natali ad artisti illustri che hanno fatto grande la storia del nostro paese. Primo tra tutti il grande compositore Francesco Paolo Tosti , famoso come compositore di romanze, le sue sono considerate tra le più belle del repertorio italiano, come Marechiare su versi di Salvatore Di Giacomo e ‘A vucchella su versi di Gabriele D’Annunzio. Nel 1983 nasce ad Ortona l’Istituto Nazionale Tostiano con il compito di divulgare l’opera del grande maestro, in particolare con la creazione del Centro Studi Musicologi, della Biblioteca Musicale Abruzzese, dell’Archivio Francesco Paolo Tosti e del Museo Musicale d’Abruzzo .Ortona ospita, inoltre, la Pinacoteca Cascella che raccoglie le opere di Basilio Cascella e del figlio Michele, nato ad Ortona, e donati da quest’ultimo alla sua città. Importante patrimonio artistico che raccoglie più di ottanta opere.

Piatto tipico ortonese e vignetoLa cucina ortonese s’ispira ai due elementi che hanno caratterizzato la vita sociale ed economica della comunità: mare (piatti a base di pesce) e terra (cucina tipica contadina).

Il piatto sicuramente più apprezzato della cucina marinara è il brodetto, una zuppa di pesce cucinata, rigorosamente con olio extravergine di oliva, nei caratteristici tegami di terracotta, comprendente molteplici varietà ittiche, da quelle dell’alto mare a quelle pescate nei bassifondi scogliosi della costa. Da scoprire sono “i polpi in purgatorio”. Tra i primi, oltre a spaghetti ai frutti di mare e linguine al sugo di pesce, vanno ricercati i capellini trinciati in brodo di pannocchie e, con una certa dose di pazienza la pasta al sugo dei pelosi, ma attenzione perché la “caccia” a questo prelibato granchio è resa particolarmente difficile da norme molto restrittive.


Della cucina contadina, molto ampia, rinomata è la pasta alla chitarra; ottimo il brodo con cardone classico piatto della festa importante; caratteristiche le “pallotte casce e ove” (polpette a base di formaggio, uova e pangrattato); singolare la “pizze ‘e fuoije strascinate”, verdure ripassate in padella accompagnate con focaccia di granturco cotta “sotto il coppo”; forte la grigliata caratterizzata da fegatazzi (salsicce di fegato); gustosi i fagioli con le cotiche; prelibato il coniglio sotto il coppo; insolito lo spezzatino cif e ciaf.
Uno sfizioso connubio mare-terra si realizza con seppie e piselli, baccalà e peperoni arrosto, broccoli e stoccafisso, Baccalà (o stocco) e patate in umido.

I rinomati vini, pezzo forte della cucina locale, sono: il “Trebbiano d’Abruzzo” dal colore giallo paglierino; gradevolmente profumato, dal sapore asciutto, vellutato e armonico, ottimo coi piatti a base di pesce, esprime le sue migliori qualità se bevuto freddo; il “Montepulciano d’Abruzzo” che ha colore rosso rubino intenso lievi sfumature violacee, particolarmente indicato per accompagnare arrosti e cacciagione e il “Cerasuolo d’Abruzzo”, prodotto mediante un particolare processo di vinificazione delle uve Montepulciano, ha colore rosso ciliegia, un odore fruttato ed intenso, un sapore morbido con retrogusto garbatamente mandorlato, particolarmente gradito anche dai palati più esigenti.. Va bevuto fresco ed è indicato per gli arrosti ma ben si associa anche alla cucina di mare.
Per assortire più adeguatamente l’offerta e meglio soddisfare i nuovi gusti dei consumatori, in particolare dei giovani, sono stati introdotti sul mercato, più recentemente e con ottimi riscontri, altri vini: Chardonnay, frizzantini, novelli, spumanti, etc.

Infine il dolce tipico è la nèvola.

Quasi venerata dagli ortonesi e praticamente introvabile in altre località. Si tratta di una cialda dal sapore delicato, arrotolata a forma di cono, costituito da un impasto di farina, mostocotto ed olio, aromatizzato con semi di anice, cotto tra due apposite piastre di ferro arroventate. La sua esistenza è documentata sin dal XV secolo.
Accomunate alle nevole, per il procedimento di cottura, sono le più comuni pizzélle, altrove chiamate ferratelle.